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Tradurre il bilancio: differenza tra principi contabili italiani e principi contabili IAS/IFRS

Pubblicato il: 17 Febbraio 2021

Il bilancio d’esercizio, che include documenti contabili ed economici e riflette la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica di un’azienda, viene redatto dalle società nella propria lingua, ma per le società che operano a livello internazionale è necessario tradurlo in inglese.

In fase di traduzione, oltre all’aspetto puramente terminologico e agli altri elementi essenziali su cui mi sono soffermata in un altro articolo pubblicato su Aglablog, occorre tenere presente anche la differenza tra principi contabili italiani e principi internazionali IAS (International Accounting Standards), sostituiti in seguito dagli IFRS (International Financial Reporting Standards) emanati dallo IASB (International Accounting Standards Board) e approvati con regolamento comunitario.

In relazione alla traduzione, occorre innanzi tutto sapere che i principi contabili sono direttive nazionali o internazionali che disciplinano diversi settori della contabilità aziendale, e soprattutto che servono per uniformare la contabilità e il bilancio al fine di verificare e confrontare la situazione e lo sviluppo delle aziende. Per il processo traduttivo, questo implica la necessità di coerenza nell’utilizzo della terminologia affinché il testo prodotto sia efficace e conforme agli standard.

I principi contabili italiani sono regolati nell’articolo 2423 del Codice Civile che disciplina la Redazione del Bilancio, mentre l’articolo 2435 bis disciplina il bilancio in forma abbreviata. Per le questioni non disciplinate dal Codice Civile, o in caso occorrano precisazioni, si applicano i principi contabili dell’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), mentre se nelle direttive nazionali esistono delle lacune è possibile ricorrere agli standard internazionali (IFRS).

In realtà, la globalizzazione e lo sviluppo dei mercati finanziari hanno portato all’uniformazione dei bilanci delle società di Paesi diversi per consentirne la comparazione anche oltre i confini nazionali e per mettere a disposizione delle aziende che operano a livello internazionale un regolamento unitario che sincronizzi i principi contabili. Proprio per questo, occorre che i documenti siano tradotti in inglese come lingua comune, e che rispettino degli standard uniformi.

Già dal 1973 la Comunità Europea ha iniziato il processo normativo grazie a cui oggi tutti i principali soggetti economici degli Stati Membri devono depositare il bilancio d’esercizio adeguandosi ai principi IAS/IFRS. In Italia, le banche e gli enti finanziari vigilati, le società quotate, le società con strumenti finanziari diffusi e le società che redigono il bilancio consolidato (o consolidate da controllanti) sono tenute a redigere il bilancio secondo i principi IAS/IFRS, mentre le aziende non quotate in borsa possono scegliere tra gli IFRS e i principi contabili nazionali.

Di conseguenza, poiché nell’ambito dell’Unione Europea occorre attenersi ai principi contabili internazionali (IFRS), che forniscono delle linee guida standard per la redazione dei bilanci, durante il processo traduttivo è fondamentale conoscere e utilizzare una terminologia conforme a questi standard per evitare confusioni o errori. Inoltre, il traduttore dovrà anche aggiornarsi costantemente perché gli IFRS sono in continua evoluzione al fine di rendere le voci di bilancio sempre più chiare e precise.

I principi contabili internazionali, pur essendo rilevanti soprattutto per le aziende con sede in un altro paese dell’Unione Europea, in realtà si affiancano a quelli nazionali, perciò durante la traduzione devono assolutamente essere presi come punto di riferimento.

Infine, la traduzione di un documento di estrema importanza come il bilancio d’esercizio in inglese è indispensabile per tutte le società attive a livello internazionale, ma non si tratta semplicemente di un adempimento di legge. Attraverso il bilancio, infatti, le aziende che operano nei mercati internazionali rappresentano il valore e l’andamento delle loro attività. La traduzione del bilancio, quindi, rientra nella strategia di comunicazione con clienti, investitori e partner, contribuendo così a rafforzare i rapporti in essere e consentendo di cogliere nuove opportunità di business. 

Carlotta Rossi – traduttrice freelance con specializzazione in ambito legale, finanziario, shipping e trasporti

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