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Strumenti del traduttore tecnico e storia della lessicografia al cinema

Pubblicato il: 20 Luglio 2021

La necessità per un traduttore tecnico di consultare (look up, verbo documentato per la prima volta con l’accezione di consultare un elenco di parole o indice di libro nel 1692 in un testo dello storico Anthony Wood) un dizionario generale monolingue della lingua da cui traduce, o anche di quella di arrivo, non si presenta così raramente come i non addetti ai lavori potrebbero pensare magari un po’ superficialmente. 

L’esplorazione delle definizioni di un dizionario monolingue, possibilmente storico, può essere di grande aiuto anche alla ricerca professionale di chi è impegnato a trasporre da una lingua all’altra tecnicismi, nozioni settoriali e vocaboli che indicano strumenti, pratiche o procedimenti specifici di determinate attività produttive.

Considerando gli strumenti di lavoro più tipici di un traduttore di testi specialistici, si può immaginare questi impegnato perlopiù a utilizzare repertori terminologici di settore (vedi in AglaBlog https://www.aglatech14.com/blog/importanza-di-glossari-e-corpora-nella-traduzione-legale/).

Ci sono però casi in cui il traduttore tecnico avverte l’esigenza di verificare alla fonte stessa della lingua il significato o i significati originari di una determinata parola che le appartiene. Rintracciare il filo che lega tra loro le varie accezioni di un certo vocabolo in un quadro che ricostruisce un pezzo di storia della lingua permetterà al traduttore di maneggiare con maggiore consapevolezza e precisione il corrispettivo termine tecnico nella lingua di arrivo.

Saranno, allora, le definizioni di un vocabolo a interessare in primo luogo il traduttore. L’evoluzione semantica emergerà dalle definizioni presentate in modo diacronico a documentare il percorso storico di differenziazione dei significati, innanzitutto attraverso un etimo, i primi usi e poi l’illustrazione delle accezioni che si sono via via fatte strada e fissate nella convenzione, magari attraverso deviazioni e, a volte, vere e proprie avventure in lande lontane dalla sua origine.

Un dizionario con impostazione storica può indicare al traduttore tecnico il momento storico preciso, l’area geografica e il settore della tecnica o industria in cui si è fissato e diffuso l’uso di un determinato vocabolo tecnico.

Risale alla seconda metà dell’Ottocento la concezione di un’impostazione storica dei dizionari linguistici per documentare l’evoluzione diacronica delle parole piuttosto che trattarle come elementi di un lessico prescrittivo (primo fra tutti il Deutsches Wörterbuch, 1852-1961, dei fratelli Grimm).

Sulla stesura, lunga e tormentata, tra fine ‘800 e primi decenni del ‘900, di uno dei più grandi e illustri esempi di dizionari monolingui storici, l’Oxford English Dictionary, è stato scritto un libro che ha attirato la nostra attenzione, anche grazie all’uscita, un paio di anni fa, del film ispirato a esso. 

Si tratta di “The Professor and the Madman. A Tale of Murder, Insanity, end the Making of the “Oxford English Dictionary” di Simon Winchester, adattato per lo schermo cinematografico da Mel Gibson. Il film è stato poi diretto da P. B. Shemran.

In forma di reportage storico, leggiamo e vediamo messi in scena l’incontro un po’ rocambolesco e l’amicizia commovente e proficua tra due protagonisti della storia delle origini dell’English Oxford Dictionary, il direttore del dizionario, il lessicografo professor James Murray e il criminale “monomaniaco” William Chester Minor.

Quest’ultimo, colto medico americano, ufficiale dell’esercito nordista nella Guerra di Secessione, traumatizzato dalla violenza bellica, troverà nella partecipazione alla creazione del grande dizionario della lingua inglese un modo efficace per fuggire alle sue ossessioni persecutorie. Un modo anche forse per risarcire la collettività cui aveva sottratto con violenza una vita umana.

Siamo in epoca vittoriana, alla fine del ‘800, precisamente nel 1879, quando il professor J. Murray pubblica un appello rivolto a volontari di lingua inglese, compresi americani e abitanti delle colonie britanniche, a partecipare alla lettura di opere scritte nel passato, in particolare nel sedicesimo e nel diciassettesimo secolo, e alla trascrizione di loro citazioni per segnalare esempi dei diversi usi e accezioni del più ampio numero possibile di parole (An Appeal to the English-Speaking and English-Reading Public to Read Books and Make Extracts for The Philological Society’s New English Dictionary).

L’appello avrà così ampia diffusione, negli ambienti degli uomini di cultura, ma anche tra semplici lettori appassionati, da giungere un giorno, tra le pagine di un libro, fin nella cella del Broadmoor Criminal Lunatic, dove si trovava internato da alcuni anni, in seguito a un omicidio commesso a Londra, il medico americano.

L’impresa culturale che portò a fissare, per la prima volta con un intento di completezza e sistematicità, i significati della lingua inglese, si alimentò, dunque, anche del lavoro volontario di un uomo come Minor che, se dichiarato infermo di mente al processo per omicidio, fu però in grado di mettere a punto un metodo meticoloso e infallibile per servire allo scopo illustrato nell’appello lanciato dal professor Murray.

Leggeva molte opere dei secoli di cui mancavano esempi di accezioni dei vocaboli, ne trascriveva frasi esemplificative dei significati delle parole su foglietti (slip) da conservare per il momento in cui il professor Murray ne avesse fatto richiesta. Il tutto sarebbe poi passato nelle mani dei redattori per la stesura delle definizioni.

Questo episodio della storia della lessicografia, raccontato nel libro e nel film, interpretato da due bravi attori come Mel Gibson e Sean Penn, ci tiene col fiato sospeso, sia per le difficoltà tecniche ed economiche incontrate da Murray e il suo team nel procedere nell’ambiziosa impresa sia per le vicende drammatiche della vita di questo imprevedibile collaboratore.

La pubblicazione della prima edizione del dizionario, molto in ritardo rispetto alle previsioni, ebbe finalmente inizio nel 1884 con il primo fascicolo (A-ANT) e continuò fino al 1928 con il completamento dell’opera integrale in dieci volumi. Conteneva 400.000 parole e il titolo per esteso era: A New English Dictionary on Historical Principles. Non aveva precedenti in tutto il mondo nella storia delle pubblicazioni dalla nascita della stampa.

Da allora è stata pubblicata una seconda edizione nel 1989. Poi, all’inizio del terzo millennio, si è dato avvio alla prima vera revisione completa dell’OED. Ora è consultabile online con abbonamento e ogni tre mesi viene aggiornato con nuove entry. Rimane tuttora la guida più autorevole sull’evoluzione, la pronuncia e le ortografie della lingua inglese. Vi si trovano più di tre milioni di citazioni attinte da svariatissimi tipi di documenti scritti in qualsiasi parte del mondo anglofono.

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