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La traduzione giuridica: un panorama in costante evoluzione

Pubblicato il: 17 Giugno 2020

Perché si traducono testi giuridici? Molto spesso, perché si deve: ogni giorno vengono redatti migliaia di contratti e accordi, leggi e regolamenti, ma anche scritture private e atti notarili, e in tanti casi le parti oggetto di questi strumenti legali provengono da Paesi – ma soprattutto da ordinamenti giuridici – diversi.

Il traduttore giuridico deve avere due competenze di base. La prima, naturalmente, è quella di saper comprendere l’esatto significato vincolante del testo di partenza e riportarlo nella lingua di destinazione servendosi del giusto registro e della giusta terminologia. I testi legali, infatti, sono pieni di costrutti standard che è essenziale rispettare. Nel caso del settore legale si aggiunge la difficoltà di dover mediare tra ordinamenti giuridici spesso molto diversi tra loro: un concetto che esiste in un determinato insieme di leggi e regolamenti potrebbe non esistere affatto – o esistere solo parzialmente – in un altro. Basti pensare all’ordinamento statunitense e a quello italiano in materia di omicidio: murder, manslaughter e felony murder, per fare un esempio, corrispondono solo parzialmente all’omicidio volontario, preterintenzionale e colposo previsti dal nostro sistema penale.

Pertanto, non bisogna solo tradurre in una lingua diversa, ma anche in un sistema giuridico diverso.

Quando una corrispondenza reale non c’è, il traduttore avrà due opzioni: può rinunciare a tradurre il termine straniero e quindi lasciarlo nella lingua sorgente (come spesso accade per il manslaughter, sopra) oppure tradurlo servendosi di un’espressione che esprima un significato analogo.

La complessità è aumentata ulteriormente dal fatto che il panorama legale mondiale è in continua evoluzione. Se pensiamo a come sono cambiate, e a come continuano a cambiare, le leggi sulla privacy dei dati dopo l’avvento dei social media, ci rendiamo conto di come il traduttore giuridico debba adattarsi continuamente a nuove realtà.

Quando, nel 2016, l’Unione europea ha pubblicato il nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati, tutte le aziende del globo hanno dovuto aggiornare le proprie politiche e inviare comunicazioni a fornitori, utenti e clienti. Per qualche mese, il mondo della traduzione legale è stato pervaso da un po’ di confusione terminologica: cosa farne dell’acronimo GDPR? Si lascia in inglese il concetto di privacy by design? Parliamo di dati o di informazioni personali?

Fortunatamente, però, il Web è ricco di risorse utili: i siti degli enti e delle istituzioni internazionali vengono aggiornati a cadenza quasi quotidiana, e così le loro banche dati terminologiche. Per il traduttore, tenere il passo con un mondo così dinamico può essere un compito difficile, ma certamente non impossibile.

Franco Schiavi

Traduttore tecnico specializzato in Informatica e Marketing

Inglese, Russo e Portoghese > Italiano

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