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Importanza di glossari e corpora nella traduzione legale

Pubblicato il: 22 Gennaio 2021

Indipendentemente da quanto possa essere esperto, nessun traduttore specializzato è un tuttologo, né è tenuto a conoscere perfettamente tutta la terminologia tecnica relativa a un determinato settore. 

Fortunatamente, però, oggi chi si occupa di traduzione può contare su moltissime risorse, quindi ciò che il traduttore deve saper fare è imparare a utilizzare le risorse necessarie per tradurre il testo specialistico in modo ottimale. Gli strumenti che il traduttore specializzato ha a disposizione sono glossari specialistici, dizionari, testi paralleli e (perché no?) esperti del settore a cui rivolgersi in caso di dubbi.

Questo principio generale si applica anche alla traduzione in ambito legale, in cui la terminologia, la fraseologia, il gergo specialistico e le convenzioni stilistiche sono fondamentali. Nelle traduzioni di testi legali non basta tradurre il senso del testo di partenza in modo fedele, ma è essenziale utilizzare termini adeguati nella lingua di arrivo e adottare uno stile naturale e conforme ai documenti originali scritti nella lingua target.

Per fare questo il traduttore, oltre ai tradizionali dizionari specialistici, può ricorrere a glossari, monolingui e bilingui, anche reperibili online, ma soprattutto crea i propri glossari personali durante il processo traduttivo, arricchendoli con nuovi termini ed espressioni o spiegazioni nel corso della propria esperienza traduttiva.

Questo tipo di glossario personalizzato di solito è custodito gelosamente come fondamentale fonte di consultazione per le proprie traduzioni, ma può anche essere messo a disposizione di altri professionisti. A volte sono gli stessi clienti che mettono a disposizione del traduttore dei glossari per assicurarsi che venga utilizzata la loro terminologia preferita.

Per la creazione di glossari è utile consultare anche testi paralleli nella lingua di arrivo per individuare i termini specialistici utilizzati correntemente nel settore ma, soprattutto per il legalese, per acquisire familiarità con lo stile e la fraseologia tipici del gergo specialistico. 

Un altro strumento utile per la traduzione legale sono i cosiddetti corpora, ossia insiemi di testi in formato elettronico usati per individuare e analizzare le caratteristiche specifiche di determinati generi linguistici. Esistono corpora monolingui, bilingui (o multilingui) che permettono di consultare testi sia nella lingua di origine sia tradotti.

Nell’ambito legale, alcuni corpora multilingui sono consultabili gratuitamente online come EUR-Lex (sito disponibile in 24 lingue che contiene il diritto dell’Unione Europea e altri documenti dell’UE) e IATE (Interactive Terminology for Europe: database terminologico interistituzionale dell’Unione Europea).

I corpora consentono di familiarizzare con gli aspetti sintattici, grammaticali e terminologici delle lingue di riferimento confrontando i testi originali e quelli tradotti, ma rappresentano anche un valido strumento di supporto e di apprendimento per traduttori perché aiutano ad acquisire un’adeguata conoscenza terminologica, stilistica e concettuale di determinati linguaggi specialistici, mettendo a disposizione dati tratti da testi autentici e sempre aggiornati (e aggiornabili).

Nell’ambito della traduzione di testi giuridici, oltre alla questione della terminologia e dello stile, esiste anche il problema dell’intraducibilità dei concetti propri di alcuni sistemi giuridici, nello specifico della traduzione inglese-italiano, quelli di common law e civil law (a cui ho dedicato un altro articolo pubblicato su Aglablog). L’esistenza di ordinamenti giuridici diversi implica infatti la divergenza di concetti e istituti nei rispettivi ordinamenti, o in alcuni casi addirittura la loro assenza. Il traduttore dovrà quindi trovare il modo di rendere nella lingua di arrivo i termini o, più in generale, gli istituti e i concetti appartenenti all’ordinamento giuridico della lingua di partenza.

Per fare questo sono certamente utilissimi i corpora perché consentono di analizzare anche la frequenza con cui vengono utilizzati i termini e le loro rispettive traduzioni (o spiegazioni ove non esista un istituto o un concetto corrispondente), e sono preziosissimi i glossari in cui il traduttore annota (e memorizza!!) le soluzioni a cui di volta in volta è arrivato nel corso dell’esperienza traduttiva.

In conclusione, l’utilità di strumenti come corpora e glossari nella traduzione di testi legali è indubbia, ed è altrettanto innegabile che è grazie alla tecnologia che il traduttore può sfruttare questi strumenti agevolmente. Tuttavia, il fatto di poter disporre di molte risorse a portata di “click” non può prescindere dell’esperienza diretta e della competenza personale acquisite col tempo che consentono di produrre testi di arrivo fedeli e di qualità.

Carlotta Rossi – traduttrice freelance con specializzazione in ambito legale, finanziario, shipping e trasporti

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