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Pubblicato il: 24 Settembre 2019

Per chi, diversamente da me e da alcuni altri, non è appassionato di fantascienza, il titolo richiederà una breve contestualizzazione. Nel libro di Douglas Adams “Guida galattica per autostoppisti” (The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 1981), alcuni esseri iperintelligenti e pandimensionali costruiscono un immenso super computer, Pensiero Profondo, a cui chiedono la risposta alla Vita, all’Universo, a Tutto quanto.

Pensiero Profondo li lascia aspettare la modica cifra di sette milioni e mezzo di anni.

Ma quando i discendenti dei costruttori tornano a chiedere la risposta alla Vita, all’Universo, a Tutto quanto, il super computer finalmente ha la risposta.

La risposta alla domanda fondamentale, alla Vita, all’Universo, a Tutto quanto, è…

42.

I discendenti sono stupiti e disperati e chiedono spiegazioni sul significato della risposta. E Pensiero Profondo risponde: “Ho controllato molto attentamente […] e quella è decisamente la risposta definitiva. Onestamente, credo che il problema sia che voi non avete mai davvero conosciuto la domanda. […] Quindi, una volta che saprete qual è effettivamente la domanda, saprete anche cosa significa la risposta.” (“I checked it very thoroughly, […] and that quite definitely is the answer. I think the problem, to be quite honest with you, is that you’ve never actually known what the question is. […]So once you do know what the question actually is, you’ll know what the answer means.”).

Cosa c’entra un vecchiotto libro britannico di fantascienza con un modernissimo Summit sulla Machine Translation a Dublino, nella verde (e piovosa) Irlanda?

Ovviamente trascurando ogni riferimento puramente casuale a tecnologie vagamente simili, quali i computer, e ai problemi di comunicazione interlinguistica che da una parte sono stati alla base del XVII MT Summit e dall’altra parte sono motivo di frequenti, complicate incomprensioni (lascio al lettore di documentarsi riguardo alla guerra tra G’Gugvuntt e Vl’Hurg riportata nel succitato libro).

Che cosa dunque?

Trovo che il trait d’union fondamentale sia lo stato d’animo dei discendenti degli esseri iperintelligenti e pandimensionali che hanno ascoltato la risposta di Pensiero Profondo e quello di molti di noi partecipanti al MT Summit (iperintelligenti probilmente qualcuno, pandimensionale purtroppo nessuno: siamo infatti stati di volta in volta costretti, in mancanza di ubiquità, a scegliere uno solo tra i diversi interventi contemporanei, sebbene tutti probabilmente avrebbero meritato di essere ascoltati). Tutti ci siamo trovati con un certo numero di risposte a domande che non ci eravamo posti e che in alcuni casi è ancora difficile porsi.

La quantità di informazioni e di spunti forniti durante tre giorni di incontri è considerevole.

Le idee che riscaldano il mondo della traduzione negli ultimi anni, in correnti più o meno sotterranee, hanno fatto ribollire le menti (e a volte gli animi…) dei presenti e hanno lasciato aperte possibilità di studio e di applicazione interessanti e notevolmente interconnesse, tanto che alcune delle risposte ricevute si possono trasformare loro stesse in domande.

Oppure, chissà, potrebbero fare parte del 42 di una domanda sulla MT che ancora non ci si è posti.

L’interesse e la partecipazione (più o meno pacifica) dimostrati dai (numerosi) presenti durante la mia presentazione per Aglatech14 (in collaborazione con Diego di Creative Words) ci fanno sperare che anche noi si abbia la nostra da dire nella formulazione della domanda giusta.

Ringrazio tutti.

“A presto e grazie per tutto il pesce.”

Elena Murgolo
Language Technology Team Lead

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